Diventare mamma

La gravidanza costituisce un periodo di profondi cambiamenti  fisici, psicologici e nel rapporto di coppia.
Le emozioni e i vissuti psicologici associati all’evento nascita sono molteplici: possono emergere emozioni positive di gioia e speranza, così come emozioni spiacevoli, durature e intense di ansia o tristezza. Ovviamente, anche nelle situazioni in cui la gravidanza è desiderata ed è rappresentata positivamente nella propria mente, possono alternarsi emozioni positive e negative, gioie e ansie, speranze e delusioni. L’arrivo di un figlio porta ad interrogarsi circa la propria competenza e adeguatezza nell’adempiere ai compiti impliciti nel ruolo genitoriale.
Avere un figlio costituisce una vera e propria rivoluzione nella vita di una donna, in tale momento di continuo cambiamento si può essere vulnerabili e si possono incontrare difficoltà.

Dopo la nascita del bambino, la neomamma attraversa una fase difficile e complessa, in cui oltre alle necessità di recupero delle proprie energie psichiche, vanno ad aggiungersi quelle tensioni che spesso derivano dall’accudire e nutrire il proprio bambino. Diventare mamma è un grosso cambiamento che spesso può generare stati d’animo nuovi e contrastanti, gli equilibri cambiano e vengono messi alla prova, ci si trova a dover modificare la propria percezione di sé ed entrare all’interno di un nuovo ruolo.

I principali disturbi psicologici che si possono manifestare nel periodo del post parto sono:
– disturbi dell’umore (Baby blues, Depressione post-partum)
– disturbi d’ansia (Disturbo da attacchi di panico, Disturbo Ossessivo Compulsivo)
– stati confusionali
– disturbi post traumatici da stress
– disturbi della relazione madre-bambino
– psicosi puerperali
Tra questi disturbi, quello di cui oggi giorno si sente parlare più spesso è la depressione post-partum.
Essa coinvolge il 10-12% delle donne e si manifesta prevalentemente dopo 3-4 settimane dal parto, ma può avere anche un esordio tardivo. Quando si parla di depressione post-partum non s’intende soltanto di un momentaneo cambiamento dell’umore della neo-mamma o un’amplificazione della sua sensibilità emotiva, ma di uno stato di sofferenza che condiziona questa significativa fase di vita, non permettendo di godere di quegli aspetti gratificanti e gioiosi di essere madre. È caratterizzata da sintomi della sfera psichica (sentimenti di disistima e inadeguatezza per il nuovo ruolo di madre, calo del tono dell’umore, apatia) e da sintomi neurovegetativi (alterazione dell’appetito e del ritmo sonno-veglia). Questi sintomi sono tenuti nascosti dalle mamme, spesso per vergogna, ma questo disturbo non va sottovalutato poiché può avere effetti negativi su tutta la famiglia, condizionando lo sviluppo di una buona relazione madre-bambino.

Per affrontare questo momento in modo consapevole, il supporto di un esperto o di un gruppo di neomamme, che si affiancano al sostegno del compagno e della famiglia d’origine, può essere molto utile e, talvolta, estremamente necessario.
Gli interventi proposti prima e dopo la nascita sono i seguenti:
–  ConsulenzaSupporto psicologico – sedute che possono diventare un momento in cui esprimere e condividere le emozioni. Durante gli incontri, individuali o di gruppo con altre mamme, lo psicologo guida la donna nella scoperta delle nuove sensazioni e la aiuta a vivere con gioia e serenità i primi passi della maternità.
Psicoterapia – intervento sulla difficoltà emotive legate al ruolo materno, supporto alle competenze genitoriali, miglioramento della capacità di lettura dei bisogni del bambino e promozione della costruzione di relazioni positive tra madre e figlio.